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EKO-INTERVISTE #19 Patrizia, volontaria dall’apertura di EKO

Ecco qui un nuovo racconto dall’emporio con l’EKO-INTERVISTA di Patrizia, volontaria dall’apertura di EKO

EKO-INTERVISTA #19

Patrizia volontaria in Eko dalla sua apertura nel 2018

Da quanto tempo fai il volontario di Ekonvoi?
Faccio la volontaria in Eko dalla sua apertura nel 2018.
Come sei arrivata/o a conoscerlo?
Non ho partecipato al percorso che ha portato alla nascita di Eko, ma ho assistito alla presentazione del progetto e così ho dato la mia disponibilità come volontaria e poi come socia di Ekonvoi.
Quale è il tuo ruolo all’interno di Ekonvoi?
Presto servizio nel market, prevalentemente in cassa o in accoglienza. Sono referente del gruppo Accoglienza. Con Antonella mi occupo di creare decorazioni per gli eventi di Ekonvoi e per mercatini o per laboratori per bambini.
Quali sono le motivazioni che ti spingono al volontariato?
Quando andavo nelle scuole per parlare ai ragazzi di volontariato, citavo spesso questa frase del Signore degli anelli: “Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare.” Per me il volontariato è questo: superare lo scoraggiamento che fa dire “tanto io che cosa posso fare…” e fare la mia piccola parte per migliorare ciò che ci circonda.
Come è il rapporto con i beneficiari? E con gli altri volontari?
In generale buono, anche se ogni tanto naturalmente c’è qualche frizione sia con qualche beneficiario sia con qualche volontario. Ma in questi 8 anni per lo più ho incontrato delle belle persone.
Cosa ti ha dato questa attività di volontariato finora?
Mi ha dato la consapevolezza di riuscire ancora a fare qualcosa di utile per chi ha bisogno e per la comunità.
Puoi raccontarci un episodio o un’iniziativa che ti ha colpito o che ricordi, della tua esperienza all’emporio?
I ricordi sono tanti… C’è un piccolo episodio che però mi ha colpito molto: una giovane mamma che, sorridendo, accarezzava delle lattine di bibita, prima di metterle nella borsa dicendo: “Come saranno contenti i miei bambini”. E poi, quando consegnavamo a domicilio le spese nel periodo del Covid, i viaggi nella montagna deserta e la gioia di chi riceveva la spesa a volte in realtà abitative che da Vignola non era possibile immaginare.
Vedi sensibilità da parte della comunità vignolese/modenese sui temi cari all’emporio? E da parte delle aziende, delle istituzioni…?
Rispetto al 2018 la comunità vignolese è molto più partecipe, è molto più raro incontrare persone che non ci conoscono, ma possiamo sicuramente fare ancora meglio… Le istituzioni finora sono state preziose sia per la nascita del progetto che per il sostegno successivo.
Come vedi lo sviluppo dell’associazione Ekonvoi in futuro? Hai delle idee da suggerire?
L’emporio ha bisogno di maggiore spazio…ci sono tanti progetti che aspettano la possibilità di essere realizzati , a partire dal centro di ascolto. Servirebbe poi una maggiore partecipazione di giovani, mi piacerebbe che le scuole ci indirizzassero soprattutto ragazzi con quella voglia di dare una mano al mondo che hanno tanti adolescenti e meno ragazzi “sospesi”. Fare volontariato da noi non deve essere vista come una punizione, ma come una bella opportunità … per tutte le età.